Rivista dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
Numero 22

Architettura fortificata: castelli e corti del mantovano

Carlo Perogalli

Scritto nella seconda metà degli anni settanta, il testo che qui si presenta per la prima volta, costituisce la “relazione ufficiale” dedicata alla “Architettura fortificata: castelli e corti del mantovano” presentata dal prof. Carlo Perogalli nel “Convegno itinerante sul turismo nella terra mantovana”, svoltosi a Mantova dal 28 al 30 settembre del 1978. Il testo, conservato all’interno degli Archivi dell’Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda (Fondo Gatti Perer, Cart. “Cluny in Lombardia I (1972)”), costituisce un’interessante lavoro di sintesi scientifico-divulgativa sulle fortificazioni del territorio afferente alla città gonzaghesca, definita oggi come un museo urbano diffuso. Il saggio rappresenta, dunque, una sintetica ma meticolosa presentazione delle tipologie castellane presenti in questa regione, spaziando dagli antichi piccoli fortilizi medievali afferenti al tipo del castello-recinto, destinato a salvaguardare soprattutto le comunità agricole montane ed inizialmente impiegato come residenza feudale, ai più noti esempi di architettura militare presenti sul territorio o ai sorprendenti insediamenti a pianta poligonale, come Castel d’Ario, fortilizio di pianura con pianta pentagonale irregolare.

Fortified architecture: castles and courts of the Mantuan

Written in the second half of the seventies, the text presented here for the first time constitutes the “official report” dedicated to “Fortified Architecture: castles and courts of Mantua” presented by prof. Carlo Perogalli in the “Itinerant conference on tourism in the Mantuan land”, held in Mantua from 28 to 30 September 1978. The text, preserved in the Archives of the Institute for the History of Art of Lombardy (Gatti Perer Fund, Cart. “Cluny in Lombardia I (1972)”), is an interesting work of scientific-popular synthesis on the fortifications of the territory belonging to the city of Gonzaga, defined today as a widespread urban museum. The essay represents, therefore, a synthetic but meticulous presentation of the castellan types present in this region, ranging from the ancient medieval small forts to the type of castle-enclosure, intended to protect above all the mountain agricultural communities and initially used as a feudal residence, to the most well-known examples of military architecture present on the territory or to the surprising polygonal plant settlements, such as Castel d’Ario, a fortified plain with an irregular pentagonal plan.