Rivista dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
Numero 3
Mario Carpo
L'autore del saggio solleva radicali interrogativi sul venire meno dell'idea ottocentesca di monumento con valore commemorativo e della sua natura e funzione nel contesto della cultura occidentale contemporanea. Poiché il funzionamento memoriale dei monumenti implica nozioni e rappresentazioni della storia e del tempo, che a loro volta dipendono da grandi costruzioni filosofiche proprie di ogni epoca, Carpo esplora con efficacia tale funzionamento: in contesto post-moderno in senso filosofico, in ambito post-modernista in relazione alla situazione attuale dell'architettura. Il suo primo scopo è quello di for emergere le diverse teorie della storia implicate nel primo e nel secondo. Questo doppio registro di riferimento gli consente anche di sviluppare una stimolante casistica di stati di fatto e di possibilità per i nuovi monumenti della post-modernità: essi non possono più servire ad orientare il corso della storia; dalla fine del XX secolo si sono sempre più ridotti a jènomeni marginali della vita intellettuale europea; non celebrano azioni gloriose ma, nella maggior parte dei casi, vittime innocenti dei crimini altrui; quando vengono concepiti secondo la tradizione romantica, sono esposti al rischio della inadeguatezza tecnica; quando vengono riproposti, come accade in Europa negli ultimi venti anni, come monumenti materiali secondo un rinnovato storicismo, sono accompagnati da dubbi e disagi. Carpo segnala anche la possibile permanenza sia del potere magico dei luoghi speciali, in ragione del loro fascino irrazionale, sia di una robusta tradizione modernista di 'memorie viventi' antimonumentali.
Carpo raises radical questions about the disappearance of the nineteenth-century idea of monument with a memorial value and about the disappearance of the monument function in the context of the western contemporary culture. Since monuments dea! with notions and representations of history and time that depend on the philosophical constructions proper of each time, the Author of the article ejjèctive!y explores this situation: Postmodernism in a philosophical context and Postmodernism connected to architectural theory. His first aim is to point out the diffirent theories of history implicated in both these contexts. This allows Carpo to develop an interesting case study of state of affàirs for new Postmodernist monuments, that cannot be used to direct the course ofhistory. Since the end ofthe XX century, these monuments are reduced in marginal phenomena of the European intellectuallife; they don't celebrate glorious actions but, in most cases, innocent victims of crimes. At the same time, the Postmodernist renaissance of monuments, as it happened in Europe in the fast twenty years, is pervaded by some nagging feelings of discomfort and unease. Carpo signals also the possible permanence of the magical power of some places, thanks to their irrational fascination, and of a strong modernist tradition of antimonumental "living memorials".