Rivista dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
Numero 25
Carlo Perogalli (1921-2005)
Il testo qui presentato costituisce la trascrizione degli appunti impiegati come canovaccio dal prof. Carlo Perogalli per svolgere una lezione dedicata alla “Città dei pittori” tenuta agli studenti della facoltà di Architettura del Politecnico di Milano nell’anno accademico 1977-1978. Il testo, sinora inedito, costitisce una personale interpretazione dello storico milanse delle interconnessioni esistenti tra arte e rappresentazione della città e tra paesaggio urbano e arti apllicate. Con specificità e naturalezza l’autore spazia in un vasto quadro di riferimento, facendo trasparire la sua visione dell’architetura come alta sintesi delle arti, manifestatasi anche nella sua adesione al Movimento Arte Concreta (MAC). Il saggio, qui riproposto con minimi interventi redazionali, appartiene alle carte del fondo archivistico omonimo conservato dall’Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda e costituisce un ulteriore tassello conoscitivo per non dimenticare la figura di questo insigne docente del Politecnico di Milano, sul quale hanno scritto numerosi colleghi e critici contemporanei, tra i quali Amedeo Bellini, Marco Dezzi Bardeschi e Giuliana Ricci.
The text presented here is the transcription of the notes used as a plot by prof. Carlo Perogalli to perform a lecture dedicated to the “City of painters” held to the students of the Faculty of Architecture of the Polytechnic of Milan in the academic year 1977-1978. The text, previously unpublished, constitutes a personal interpretation of the historical milanse of the interconnections existing between art and representation of the city and between the urban landscape and the applied arts. With specificity and naturalness, the author ranges in a vast frame of reference, showing his vision of architecture as a high synthesis of the arts, also manifested in his adherence to the Concrete Art Movement (MAC). The essay, presented here with minimal editorial interventions, belongs to the papers of the archival archive of the same name conserved by the Institute for the History of Lombard Art and constitutes a further piece of knowledge not to forget the figure of this distinguished teacher of the Milan Polytechnic, on which have written numerous colleagues and contemporary critics, including Amedeo Bellini, Marco Dezzi Bardeschi and Giuliana Ricci.