Rivista dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
Numero 41
Claudio Salsi
In un momento in cui vi era scarsissima consapevolezza dei valori storici delle periferie milanesi, Raffaele Bagnoli (Milano 1908-1999) è stata una delle poche voci levatesi negli anni sessanta e settanta del Novecento contro la “mania di demolire” i monumenti degli antichi borghi annessi a Milano nel 1923, esito di una politica di vero e proprio saccheggio del suolo. Oggi, a cent’anni da quella aggregazione, occorre più che mai valorizzare un prezioso patrimonio ingiustamente ritenuto minore e le voci che si sono levate per trasformare una coscienza di pochi in una coscienza dell’intera società civile.
At a time when there was very little awareness of the historical values of the Milanese suburbs, Raffaele Bagnoli (Milan 1908-1999) was one of the few voices raised in the 1960s and 1970s against the “mania for demolishing” the monuments of ancient villages annexed to Milan in 1923, the result of a policy of real plundering of the land. Today, one hundred years after that aggregation, it is more necessary than ever to valorise a precious heritage unfairly considered “minor” and the voices that were raised to transform the conscience of a few into the conscience of the entire civil society.