Rivista dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
Numero 44
Alessandra Panarotto
Il saggio esplora la dimensione storico-antropologica degli ex voto conservati a Collebeato (Brescia), evidenziando il legame tra religiosità popolare, cultura rurale e rappresentazione del sacro. Attraverso l’analisi di otto tavolette votive dipinte tra il 1755 e il 1836, si ricostruisce un microcosmo di fede contadina incentrato sulla protezione divina contro siccità, malattie ed epidemie. I dipinti, oltre a testimoniare la gratitudine collettiva verso la Madonna e San Girolamo, fungono da documenti iconografici che restituiscono dati su paesaggio, usi, credenze e condizioni sociali. L’ex voto emerge così non solo come espressione religiosa, ma come fonte storica complessa, rivelatrice di dinamiche comunitarie, forme di comunicazione visiva e resilienza culturale. Dopo aver ricostruito il quadro di riferimento del territorio, l’autrice indaga l’intreccio esistente tra devozione e bisogno di salvezza, in cui la memoria della grazia ricevuta diventa fondamento identitario e coesivo per l’intera comunità.
The essay explores the historical-anthropological dimension of the ex votos preserved in Collebeato (Brescia), highlighting the connection between popular religiosity, rural culture, and the representation of the sacred. Through the analysis of eight votive tablets painted between 1755 and 1836, a microcosm of peasant faith is reconstructed, centered on divine protection against drought, illness, and epidemics. These paintings, in addition to bearing witness to collective gratitude toward the Virgin Mary and Saint Jerome, serve as iconographic documents that convey valuable information about the landscape, customs, beliefs, and social conditions. The ex voto thus emerges not only as a religious expression, but also as a complex historical source, revealing community dynamics, visual communication forms, and cultural resilience. After reconstructing the territorial framework, the author investigates the interplay between devotion and the need for salvation, in which the memory of grace received becomes a foundational and cohesive element of communal identity.