Rivista dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
Numero 47
Giordano Ronchi
Il saggio offre un excursus storico sul fenomeno dei “Corpi santi” estratti dalle catacombe romane, analizzandone origini, sviluppo e significato nella tradizione cattolica. Dopo aver delineato la funzione delle catacombe come luoghi di sepoltura e memoria dei martiri, il testo ricostruisce l’evoluzione del culto delle reliquie, con particolare attenzione alle traslazioni altomedievali e al successivo abbandono dei cimiteri ipogei. Ampio spazio è dedicato alla riscoperta delle catacombe in età moderna e al fenomeno, tra XVII e XIX secolo, dell’estrazione e diffusione dei “Corpi santi”, spesso identificati come martiri sulla base di criteri devozionali più che storici. L'autore evidenzia le criticità di tali pratiche, tra attribuzioni arbitrarie, creazione di iscrizioni e rischio di falsificazioni, insieme ai tentativi della Chiesa di regolamentarle. La svolta ottocentesca, legata allo sviluppo dell’archeologia cristiana, introduce infatti una maggiore consapevolezza scientifica e una nuova attenzione alla tutela delle catacombe. Il saggio interpreta infine il fenomeno nel suo contesto storico-culturale, evidenziandone il valore religioso e richiamando la necessità di un approccio critico e documentato.
The essay provides a historical overview of the phenomenon of the so-called “Holy Bodies” extracted from the Roman catacombs, examining their origins, development, and significance within the Catholic tradition. After outlining the function of the catacombs as places of burial and commemoration of the martyrs, the study reconstructs the evolution of the cult of relics, with particular attention to early medieval translations and the subsequent abandonment of subterranean cemeteries. Considerable attention is devoted to the rediscovery of the catacombs in the early modern period and to the phenomenon, between the seventeenth and nineteenth centuries, of the extraction and dissemination of the “Holy Bodies,” often identified as martyrs on the basis of devotional rather than historical criteria. The author highlights the critical issues associated with these practices, including arbitrary attributions, the creation of inscriptions, and the risk of falsification, as well as the Church’s attempts to regulate them. The essay finally interprets the phenomenon within its historical and cultural context, highlighting its religious significance and emphasizing the need for a critical and well-documented approach.