Rivista dell'Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda
Numero 47

I reliquiari tra Tarda Antichità ed età moderna: elementi di incontro tra istanze sociali, architettoniche e religiose

Ferdinando Zanzottera

Il saggio analizza l’evoluzione dei reliquiari cristiani tra tarda antichità ed età moderna, interpretandoli come dispositivi nei quali istanze religiose, sociali, liturgiche, artistiche e architettoniche si incontrano. A partire dalla definizione teologica di reliquia e dalle prime forme di venerazione dei corpi martiriali, il saggio ricostruisce il passaggio dalla custodia presso i luoghi di sepoltura alla progressiva mobilità dei resti santi, che rese necessaria la creazione di contenitori autonomi e sempre più elaborati. Dalle capselle tardoantiche ai reliquiari-sarcofago, dalle stauroteche agli oggetti anatomici e ostensivi, l’indagine mette in luce la trasformazione del reliquiario da semplice custodia a microarchitettura sacra, oggetto prezioso e strumento di mediazione visiva del sacro. Particolare attenzione è riservata al Medioevo, alla cultura post-tridentina, alla committenza nobiliare ed ecclesiastica e alla funzione identitaria dei reliquiari, letti anche come documenti storici capaci di registrare trasferimenti, riusi, autenticazioni e mutamenti devozionali. Il testo approfondisce inoltre il caso degli altari-reliquiari cappuccini e il ruolo assunto, in età barocca e moderna, dalla teatralizzazione, dall’ostensione e dalla percezione sensibile nella costruzione dell’esperienza cultuale, anche in rapporto alla definizione di specifiche configurazioni architettoniche e spaziali.

Reliquaries from Late Antiquity to the Early Modern Period: Intersections of Social, Architectural, and Religious Concerns

The essay analyses the evolution of Christian reliquaries from Late Antiquity to the early modern period, interpreting them as devices in which religious, social, liturgical, artistic, and architectural concerns converge. Starting from the theological definition of the relic and the earliest forms of veneration of martyrs’ bodies, the study reconstructs the transition from preservation at burial sites to the increasing mobility of holy remains, which made necessary the creation of autonomous and ever more elaborate containers. From late antique capsellae to sarcophagus-shaped reliquaries, from staurothekes to anatomical and ostensive objects, the essay highlights the transformation of the reliquary from a simple receptacle into a sacred micro-architecture, a precious object, and an instrument for the visual mediation of the sacred. Particular attention is devoted to the Middle Ages, post-Tridentine culture, noble and ecclesiastical patronage, and the identity-forming function of reliquaries, understood also as historical documents capable of recording translations, reuse, authentications, and devotional changes. The essay also examines Capuchin reliquary-altars and the role assumed, in the Baroque and early modern periods, by theatricalization, ostension, and sensory perception in constructing cultic experience, also in relation to specific architectural and spatial configurations.